Apr
23

Chiarezza sulle nuove realizzazioni a Forlimpopoli

In un Comune nel quale l’amministrazione è da sempre sensibile allo sviluppo di un edilizia sostenibile e per la quale ha introdotto addirittura una pratica relativa alla bioedilizia da richiedere in sede di presentazione del progetto all’ufficio tecnico, stanno accadendo situazioni bizzarre se si vanno ad analizzare quelle che sono la maggior parte delle nuove realizzazioni. In primis i bassi prezzi di uscita in pubblicità, non possono corrispondere ad edifici di livello, per i quali però vengono spacciati.

Non sarà facile riportare il pensiero delle persone e dei potenziali clienti indirizzati all’acquisto di un nuovo, alla vera realtà del mercato, tangibile, non appena un costruttore si ritrova a dover affrontare una serie di costi fissi come oneri comunali, costi di progettazione, costo del terreno ecc.. A questi clienti, negli ultimi anni, sono stati presentati prezzi stracciati su pezzi definiti innovativi ed in classe A, ma vediamo di fare un po’ di chiarezza, utile e necessaria.

META da raggiungere: EDIFICIO IN CLASSE A

Si suppone che una possibile meta da voler raggiungere per un edificio realizzato alle porte del 2020, anno in cui la Comunità Europea si è posta importanti obiettivi in materia di risparmio energetico ed utilizzo delle risorse in modo eco-compatibile, sia il raggiungimento della classe energetica A.

Ogni singolo nuovo intervento di edilizia residenziale dovrebbe aver l’obbligo di essere pensato e progettato a favore della sostenibilità ambientale.
Se l’Italia volesse adeguarsi alle vicine Nazioni oltralpe ad esempio, non dovrebbe permettere il rilascio del permesso di costruire per le nuove realizzazioni che non attestino almeno il raggiungimento della classe A;
in casa nostra, nelle regioni più lungimiranti e sensibili all’argomento come Il Trentino Alto Adige il limite è stato posto alla classe B, mentre in Emilia-Romagna non è ancora presente alcun vincolo.

1° binario percorribile – Agire sull’INVOLUCRO

L’involucro è la struttura esterna dell’edificio, paragonabile alla nostra pelle, in termini energetici e di comfort abitativo, esso ha il compito di:

• schermare l’irraggiamento solare diretto
• ammortizzare il calore estivo che nella nostra zona è consistente
• contrastare le basse temperature invernali.

Se per la prima ipotesi possono essere effettuate scelte architettoniche che massimizzano l’esposizione solare nei mesi invernali e riducono la stessa nei mesi nei quali il diretto irraggiamento è da evitare, per ostacolare il caldo o il freddo la soluzione migliore è intervenire proprio sull’involucro, in particolare sulla stratigrafia della parete, ovvero sull’indice di trasmittanza, il quale determina uno sfasamento più o meno consistente e quindi più o meno favorevole per le condizioni di benessere interno.

A fronte di queste considerazioni, va da se che più si punta sulla qualità dei materiali utilizzati che vanno a comporre gli strati funzionali della parete e del tetto, più si riduce la necessità di pompare all’interno aria climatizzata d’estate e riscaldare maggiormente durante l’inverno.

Un fattore di scelta che consigliamo di valutare, per l’acquisto o la realizzazione della tua nuova abitazione, è una profonda analisi del capitolato. Spesso lo si guarda per osservare le scelte del costruttore relative alle finiture: dalle pavimentazioni, agli infissi, ai sanitari. Potete confrontarvi una volta ottenuto il capitolato anche col parere di tecnici esperti per valutare il livello qualitativo della struttura, dei tamponamenti, mostrando loro una semplice stratigrafia o spaccato di parete, vedrete da subito se storceranno il naso o se saranno compiaciuti.

C’è poca chiarezza…

Perché per gli elettrodomestici di ogni tipo, dai frigoriferi alle lavatrici, è stata fatta chiarezza, mettendo sul mercato solo prodotti certificati, i quali riportano la classe energetica di appartenenza, mentre per l’involucro questo non è ancora stato fatto?
L’edificio viene certificato alla fine, così da permettere di saldare eventuali lacune energetiche derivanti da un involucro dispersivo tramite appositi accorgimenti impiantistici.

A fronte di un intervento di ristrutturazione su un vostro usato, comprereste mai infissi (che anch’essi fanno parte dell’involucro) con rendimento energetico inferiore ad una classe A?
…Per la parete dovrebbe funzionare allo stesso modo.

2° binario – Agire sulle tecnologie impiantistiche

La tanto ambita classe A, è raggiungibile, qualora non lo fosse di per se l’involucro, tramite l’impiantistica. Non importa se il vostro involucro è più dispersivo di un altro, lo si potenzia con la tecnologia.

Per farvi riflettere: un edifico realizzato negli anni ‘70 quindi costretto ad una inevitabile classe G, lo si può portare semplicemente in classe almeno C tramite l’utilizzo della tecnologia.
Infatti, la classe energetica, è determinata da una serie di caratteristiche di un immobile, dall’esposizione solare, dalla valutazione delle superfici riscaldate, dall’efficienza dell’impiantistica come le caldaie o le pompe di calore e dalla tipologia degli di infissi; tutte insieme concorrono per attestare la classe energetica.

In conclusione…

E’ conveniente per un costruttore pompare al massimo il vostro edificio con fotovoltaico (6kW-inutili), solare termico, riscaldamento a pavimento (sconsigliato), risparmiando invece sull’involucro (incidenza di costi maggiore)?
Spendere una cifra più consistente sull’involucro edilizio, ovvero sulla casa vera e propria, in cui noi vivremo sarà sicuramente a lungo andare la scelta che ripagherà il vostro investimento iniziale.

Provate a chiedere edifici in classe A differenti.

Enrico Biasoli

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